La storia di Moncalieri

Moncalieri emerge nel panorama piemontese come una gemma incastonata alle porte di Torino, un territorio che sfoggia con orgoglio le proprie radici profonde.

La sua posizione strategica, tra la pianura e le prime colline, ha permesso alla città di giocare un ruolo cruciale nei commerci e nelle comunicazioni del territorio fin dai tempi antichi. In primo luogo la vicinanza con Torino, capitale dal 1561 del Ducato di Savoia e dei Regni di Sardegna e d’Italia, ne ha favorito il florido sviluppo nel corso dei secoli. E il suo Castello Reale è stato una delle residenze preferite dalla nobiltà sabauda fino a diventare nel presente un vivace polo culturale e turistico. La sua storia è un affascinante viaggio attraverso le epoche, che ha contribuito a modellare l’identità complessa e variegata della città così come la conosciamo oggi.

La storia antica

La storia di Moncalieri ha origini antichissime. Le prime tracce di insediamenti umani risalgono a quasi 2.000 anni fa in quella che oggi è la frazione di Testona. È lì che in epoca romana prima e poi durante la dominazione longobarda inizia a svilupparsi un importante crocevia per i commerci e le comunicazioni dei territori nord-occidentali di quella che poi sarebbe divenuta l’Italia. Le prime testimonianze ufficiali di un’organizzazione urbana a Testona sono riscontrabili in documenti risalenti al X secolo che attestano la presenza di una comunità in grado di influenzare gli equilibri regionali.

Nel corso dei secoli, la posizione strategica del villaggio, circondato da fertili pianure e punto di passaggio e di incrocio delle vie di comunicazione, attrae l’attenzione dei vescovi di Torino che ne assumono il controllo per estendere la propria influenza sulle rotte commerciali che da Asti conducevano verso Torino e la Francia. Il vescovo dona in questo periodo la cappella e l’ospizio di Sant’Egidio all’Ordine dei Templari che svolgeva un fondamentale compito di presidio delle strade. Nel 1255 sono proprio i cavalieri a far costruire un ponte in pietra per attraversare il Po, noto all’epoca come ponte di San Giovanni e oggi con il nome di ponte dei Cavalieri Templari.

I frequenti conflitti nati dalle rivalità con le città confinanti, in particolare Asti e Chieri tra il 1227 e il 1229, portano alla decisione di spostare l’abitato verso il Po. Testona viene così progressivamente abbandonata a favore dell’area in cui sorge la odierna Moncalieri. Una scelta che segna l’avvio di una nuova epoca. La città inizia a svilupparsi come punto difensivo e centro di controllo diretto sull’ansa del fiume, diventando un nodo cruciale per la circolazione tra i passi alpini, Torino , il Piemonte meridionale e la Liguria.

Moncalieri medievale

Nel corso del Medioevo, Moncalieri conosce un periodo di notevole sviluppo. Il piccolo borgo, con i suoi tre elementi cardine – la casa-forte in cima all’altura, il convento francescano e l’ospizio di Sant’Egidio – si espande e si afferma nel ruolo di piazza commerciale e avamposto difensivo di primaria importanza per il territorio. La sua posizione strategica sul Po e la presenza del ponte dei Cavalieri la rendono subito un luogo vitale per gli affari e le rotte dei pellegrini in cammino verso la via Francigena. La città, cinta dalle mura e aperta su quattro porte, prospera sulla collina, a presidio dell’ansa del fiume e delle strade.

L’eredità di Testona e i suoi terreni vengono gradualmente assorbiti da Moncalieri. La prima assemblea del Consiglio della Città si tiene l’11 novembre 1230. Un evento che simboleggia la piena definizione di Moncalieri quale nucleo autonomo e la sua crescente importanza politica e amministrativa. Ormai libero dal potere vescovile e alleato con Testona nel segno della continuità, il borgo entra nella sfera di influenza dei Savoia che iniziano a espandersi a Torino e dintorni. Nel 1286 il Consiglio della Città giura fedeltà ad Amedeo V con gli Statuta Civitatis Montiscalerii, che sanciscono comunque l’autonomia e l’autogoverno per Moncalieri.

È in questo periodo che Tommaso III di Savoia avvia le opere che porteranno nel tempo alla realizzazione del Castello lì dove sorgeva la casa-forte.

Rinascimento e periodo moderno

Nel corso del Rinascimento Moncalieri entra in una nuova fase della sua storia, caratterizzata da un’intensa attività edilizia e dal rafforzamento dei legami con Casa Savoia. 

Nel 1559, dopo un periodo di dominazione francese, la città rientra nel possesso di Emanuele Filiberto di Savoia a seguito dei riassetti territoriali sanciti dalla pace di Cateau-Cambrésis. Moncalieri diventa così la sede di una vasta prefettura che include anche gli attuali territori di La Loggia e della pianura di Nichelino.

È un periodo di intense opere urbanistiche e cambiamenti architettonici, favoriti dalla presenza della corte sabauda. La piazza Maggiore – oggi piazza Vittorio Emanuele II – viene allargata e si tengono importanti interventi sulle strade e i terreni circostanti. Le mura cittadine vengono gradualmente smantellate per fare spazio a ville nobiliari e giardini. È il segnale di un cambiamento significativo per Moncalieri: non più polo difensivo, ma vitale nucleo urbano.

Tra il XVI e il XVII secolo anche il Castello di Moncalieri perde la sua connotazione di fortificazione militare per diventare una residenza di piacere. Insieme al Castello si trasformano la città e le ville circostanti, attirando la nobiltà di tutto il Piemonte interessata a vivere a stretto contatto con i sovrani. Moncalieri diventa così protagonista della vita sociale, culturale e artistica, un centro nevralgico delle relazioni e della società piemontese.

Il Castello Reale, Patrimonio Unesco

Il Risorgimento e l’età contemporanea

Nel corso dell’Ottocento prosegue il periodo di trasformazione di Moncalieri. La presenza delle truppe napoleoniche porta a interventi sulla rete stradale e sui corsi d’acqua. A seguito della Restaurazione, Carlo Alberto di Savoia avvia numerose opere di qualificazione urbana. Il Castello viene rinnovato e nasce il Real Collegio.

Moncalieri,
città del Proclama

In questi anni si susseguono le innovazioni tecnologiche e infrastrutturali. Già nel 1803 era stata attivata l’illuminazione pubblica notturna delle strade con ventisette lampioni. Vengono inaugurati i primi collegamenti via omnibus con Torino, mentre nel 1848 arriva la ferrovia. Nel 1887 Moncalieri diventa il primo polo piemontese al di fuori di Torino dotato di illuminazione elettrica. Nel 1909, invece, viene inaugurato l’acquedotto municipale.

Nel 1849 avviene un momento storico di grande importanza per la città e il Risorgimento italiano: il Proclama di Moncalieri. È il discorso, scritto da Massimo d’Azeglio, con cui, a seguito della sconfitta nella prima guerra di indipendenza, il re di Sardegna Vittorio Emanuele II, appena succeduto al padre Carlo Alberto, non rinnegava lo Statuto e invitava gli elettori a portare in parlamento una maggioranza favorevole alla ratifica del trattato di pace con l’Impero austriaco. Il Proclama è celebrato da un altorilievo in bronzo posto sulla facciata di Porta Navina

Con l’affievolimento della vita di corte, con i Savoia sempre più interessati e coinvolti nell’indipendenza italiana, le ville delle campagne moncalieresi perdono la loro funzione di satelliti del Castello tornando alla loro originaria vocazione agricola. 

Da sempre città commerciale e contadina, Moncalieri si afferma nel XX secolo anche per la sua vocazione industriale sulla scia di Torino, senza mai rinunciare alla propria identità di borgo medievale. Nella prima metà del Novecento diventa una delle destinazioni predilette degli abitanti di Torino per il tempo libero all’insegna delle passeggiate in collina e lungo il Po.

Moncalieri oggi

Oggi, Moncalieri si presenta come una città dinamica e in continua evoluzione, caratterizzata da un vivace mix di storia e modernità. La vicinanza con la metropoli torinese la conferma nel ruolo di crocevia culturale e commerciale, nonché di centro nevralgico per l’industria e l’innovazione.

La città ha saputo coniugare la propria identità con le esigenze di una comunità moderna e in espansione, offrendo un’alta qualità della vita, servizi efficienti e un ambiente ricco di verde e spazi aperti. Le zone industriali si affiancano a quartieri residenziali ben integrati nel tessuto urbano, mentre il centro storico continua a rappresentare il cuore pulsante della vita cittadina, con i suoi monumenti, i musei e le aree pedonali. Il maestoso Castello – inserito nel circuito delle Residenze Reali Sabaude del Piemonte e dal 1997 Patrimonio dell’Umanità Unesco – presidia il borgo medievale e apre le sue porte per eventi e appuntamenti speciali.

L’impegno di Moncalieri nel promuovere la cultura e le attività sociali si trasmette in un calendario ricco di eventi, tra manifestazioni storiche e festival moderni dedicati alla musica e alle iniziative per i più giovani. 

La prossimità con Torino permette a moncalieresi e visitatori di approfittare delle opportunità e dei servizi di una grande città, preservando però allo stesso tempo un fondamentale senso di comunità e un ritmo di vita sostenibile a misura d’essere umano. Moncalieri oggi è un esempio perfetto di come tradizione e modernità possano coesistere armoniosamente, creando un luogo unico in cui storia e natura, cultura e innovazione si incontrano per definire il carattere di una città vivace e accogliente.

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