Moncalieri a tavola

I prodotti tipici della cucina di Moncalieri

Con un territorio ricco di specialità e prodotti agricoli di eccellenza, Moncalieri ha fatto della gastronomia uno dei tratti distintivi della sua illustre storia. La posizione della città, tra le fertili pianure vicine al Po e colline lussureggianti, ha favorito sin dai primi insediamenti di epoca romana lo sviluppo di una di una fiorente cultura contadina. Presto le tavole degli abitanti di Moncalieri hanno iniziato a riempirsi grazie a un ricettario semplice ma capace di valorizzare le materie prime ed esaltarne le caratteristiche.

La presenza della corte sabauda in città a partire dal Medioevo ha portato ricchezza e varietà nella cucina moncalierese. Sono nati così numerosi piatti che è possibile gustare ancora oggi. Dalla trippa al cavolfiore, dai ravanelli al salame di trippa, ogni ricetta e ogni lavorazione rappresenta un tassello dell’ampio e variegato mosaico che costituisce l’identità di Moncalieri e la sua storia. Una storia che passa anche dalla tavola.

La trippa
alla moncalierese

A Moncalieri la trippa è una questione seria, che affonda le sue radici nel Medioevo e nella tradizione della macelleria della città. La preparazione moncalierese prevede la cottura di questo prodotto ricavato dallo stomaco della mucca in un ricco sugo di pomodoro, a volte con l’aggiunta di legumi, secondo le abitudini contadine diffuse in tutta Italia.

Ogni anno in autunno si celebra la Fiera Nazionale della Trippa di Moncalieri, un evento che tutela e promuove questo storico ingrediente del quinto quarto piemontese. Un’occasione di festa e riscoperta, che culmina con la cottura in un gigantesco pentolone da circa 25 quintali della trippa secondo la ricetta savoiarda, con pomodori, carote, cipolle, sedano e un intenso profumo di erbe aromatiche.

La Tripa ‘d Muncalè

L’autentica specialità locale è la trippa di Moncalieri, o Tripa ‘d Muncalè, o ancora il salame di trippa, un prodotto unico della nostra città.

Nonostante il nome possa portare fuori strada, si tratta in verità di un salume realizzato con una selezione di stomaci di bovini, ovini, caprini e suini. Secondo le ricostruzioni storiche, la Tripa risalirebbe addirittura ad antiche usanze della Gallia Cisalpina tramandate attraverso i secoli.

La preparazione prevede una lunga cottura di almeno otto ore degli stomaci prima di collocarli in degli stampi dove vengono pressati insieme a una miscela di spezie ed erbe aromatiche. Il risultato finale è una prelibatezza unica nel suo genere, autentico esempio di ingegno culinario di recupero degli ingredienti meno nobili. Si gusta fredda, tagliata a fette o a cubetti.

A garantire il rispetto della qualità di questa antica leccornia ci pensa la Confraternita della Trippa di Moncalieri, un’associazione nata nel 1969 per preservare e diffondere la tradizione.

Il lardo e il salame di Moncalieri

L’arte della macellazione moncalierese si esprime in altre due produzioni di eccellenza.

Il lardo di Moncalieri è un altro salume realizzato in modo artigianale esclusivamente dal Salumificio del Castello seguendo una storica ricetta. L’ingrediente principale è lo spallotto di suino. Di suino pesante, per la precisione, un capo di razza italiana dal peso di circa due quintali. La stazza del maiale garantisce il giusto spessore del lardo che deve avere sempre una misura di almeno 4 centimetri.

Anche la salsiccia ‘d Muncalè si ottiene solo tramite una lavorazione artigianale con l’utilizzo di tagli di spalla di suino e pancetta. Il risultato è un insaccato da cuocere dal sapore intenso e profumato.

Il cavolfiore di Moncalieri

Dalle colline del moncalierese arriva un prodotto della terra in corso di riscoperta, Presidio Slow Food ed espressione della ricchezza ortofrutticola piemontese. Fino agli anni Settanta del Novecento la coltivazione di questo ortaggio era diffusa nelle aziende agricole e negli orti moncalieresi, per poi diminuire gradualmente fino a quasi scomparire.

Con cupolette appuntite e a spirale simili a quelle del cavolo romanesco, e una colorazione avorio, il cavolfiore di Moncalieri è protagonista in cucina per realizzare un’infinità di piatti. Si apprezza bollito, fritto, crudo con la bagna cauda o in insalata grazie al suo sapore delicato. Il consiglio è di utilizzare anche le foglie che lo avvolgono, ottime e leggere.

Il ravanello Tabasso

Dall’incrocio tra il ravanello Torino e il ravanello Oliva nasce il ravanello Tabasso dalla caratteristica forma allungata, accolto sull’Arca del Gusto di Slow Food. Un tempo coltivato e gustato in tutto il moncalierese, negli ultimi decenni ha visto calare sempre di più la sua diffusione, soppiantato soprattutto dal ravanello olandese.

Oggi si contano solo quattro produttori di questa specialità a Moncalieri. Un autentico peccato, per un ortaggio con un sapore pronunciato, ricco di aromi e di sostanze nutritive, particolarmente adatto a venir consumato crudo. La tradizione ci insegna ad apprezzarlo in ogni parte, dal succo alle foglie, con cui si realizzano frittate e minestre.

La tradizione del bollito e le celebrazioni gastronomiche di Moncalieri

Legata a doppio filo all’allevamento e alla macellazione degli animali, Moncalieri ha ospitato per anni, nel mese di dicembre, la Fiera del Bue Grasso. Momento culminante dell’abituale mercato del bestiame, tramandato dal Medioevo al Novecento, la Fiera eleggeva i bovini più belli degli allevamenti locali con lo scopo di incentivare una produzione zootecnica di altissima qualità.

A testimonianza della Fiera del Bue Grasso resta oggi la Fiera del Bollito di ottobre. Un appuntamento gastronomico che celebra uno dei piatti forti della tavola piemontese per antonomasia con la preparazione di circa 1500 chili di pregiati tagli bovini.

La gastronomia è uno dei punti cardine dell’identità moncalierese e ogni anno viene celebrata attraverso iniziative volte a promuovere la storia delle ricette e delle specialità locali. Trippa, salame, salsiccia, lardo, cavolfiore e ravanello sono solo alcune dei prodotti di Moncalieri che riempiono le tavole dei ristoranti della città e che animano le piazze con fiere e sagre ricche di gusto e di momenti di festa e condivisione.

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