Siti storici e punti di interesse

Da sempre crocevia di rotte commerciali, percorsi di fede, tradizioni contadine e avvenimenti storici, Moncalieri si sviluppa intorno al suo imponente Castello in un borgo che discende gradualmente verso il Po.

Un susseguirsi di palazzi, case e chiese che ancora oggi ne raccontano la storia millenaria.

Castello Reale di Moncalieri

Simbolo della città, testimone millenario della storia moncalierese e non solo, il Castello reale è una delle Residenze Sabaude del Piemonte, dal 1997 dichiarate Patrimonio dell’Umanità Unesco. Nato con scopi difensivi nel 1200, nel corso dei secoli ha visto cambiare la sua struttura e la sua identità fino ad affermarsi, a partire dal 1600, come dimora di svago e piacere, parte della Corona di delizie di Casa Savoia.

Oggi, il Castello ospita il I Battaglione “Piemonte” dell’Arma dei Carabinieri e prende parte alla vita comunitaria con visite guidate e iniziative culturali.

Piazza Vittorio Emanuele II

Chiamata in antichità Piazza Maggiore, sede della vita nobiliare e degli affari cittadini, piazza Vittorio Emanuele II ha cambiato conformazione numerose volte con il susseguirsi dei secoli, espandendosi fino alle dimensioni attuali nel 1629. Ancora oggi, la piazza rappresenta uno dei punti centrali della vita moncalierese.

Porticata su tre lati dalla fine del Settecento, è arricchita dalla presenza di una scultura-fontana dedicata a Nettuno – detta “Il Saturnio” – posta dove sorgeva l’antico pozzo della città. La scultura è una replica dell’originale che a fine Ottocento era posta sotto i portici del Municipio e che è adesso custodita nell’atrio del Palazzo Comunale.

Sulla piazza si affacciano la chiesa di San Francesco e una serie di costruzioni medievali risalenti al 1400-1500, residenze dei nobili dell’antichità. Sul versante nord si impone Palazzo Duch, elegante abitazione del periodo rinascimentale, seguito poi lungo i lati della piazza da altri edifici, tra i quali Palazzo Grana, Palazzo Vassallo da Dogliani, con la caratteristica meridiana in facciata, Palazzo Provana, Palazzo Solaro e Palazzo Vagnone-Messler. Di epoca recente è la sede della banca, dove era ospitato in passato l’albergo chiamato “Casa delle Bambole”.

Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale domina la piazza nel punto esatto in cui, nel 1230, si riunì per la prima volta l’assemblea pubblica comunale che diede origine alla città di Moncalieri.

La struttura attuale è il prodotto di una serie di acquisizioni e fusioni attraverso il tempo di altre strutture già esistenti.

Nel 1778 gli interni sono oggetto di una profonda opera di ristrutturazione su progetto dell’architetto Pietro Mosso d’Adorno. La facciata con portico a tre arcate risale alla fine del 1800, realizzata dall’architetto Enrico Mottura, e si integra con armonia con gli edifici della nobiltà già presenti in piazza.

Sede della vita politica cittadina, il Palazzo Comunale custodisce anche l’archivio storico della città, uno dei più ricchi del Piemonte, con un fondo di circa 1.500 pergamene datate tra il 1200 e 1400, documenti, carte e disegni che ricostruiscono la storia di Moncalieri dalle origini ai giorni nostri.

Collegiata di Santa Maria della Scala

Posta a fianco del Palazzo Comunale, la Collegiata di Santa Maria della Scala è uno dei monumenti simbolo della città. Fondata nel 1230 e terminata nel 1330, è realizzata in stile gotico lombardo, con una facciata austera in cotto e una robusta torre campanaria.

Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito numerosi cambiamenti. All’interno, gli affreschi medievali sopravvivono vicino al fonte battesimale, mentre frammenti di dipinti del 1400 sono stati trovati nel campanile. Durante il periodo barocco, la facciata fu modificata, soprattutto il portale aggiunto nel tardo 1600. Nel 1800 vennero integrati elementi architettonici inediti che includono la scalinata, la balaustra, un nuovo rosone e un ingresso secondario. Le cappelle gentilizie del 1400 furono demolite, e molti tesori artistici furono persi quando le tombe delle famiglie notabili vennero trasferite.

In epoca contemporanea sono state rimosse le decorazioni ottocentesche per ripristinare la sobrietà tipica delle forme medievali originarie. L’interno, con tre navate coperte da volte a crociera, conserva opere d’arte significative, tra cui sculture policrome del 1400 e opere d’arte sei-settecentesche di noti artisti piemontesi.

Da menzionare un ritratto in marmo di Maria Clotilde di Savoia e un reliquiario in argento del margravio Bernardo di Baden, beato e patrono della città. La sua urna viene portata in processione ogni anno nel mese di luglio durante una rievocazione storico-religiosa.

Chiesa di San Francesco

In fondo alla piazza, la Chiesa di San Francesco sorge su un antico istituto religioso del 1200. La tradizione vuole che venne eretta per celebrare il passaggio di San Francesco a Moncalieri nel suo viaggio verso la Francia. Modificata più volte in modo radicale, tra il 1400 e il 1500 assume forme gotiche, con l’aggiunta del campanile e delle bifore. Nel corso del 1700 viene ampliata e rinnovata su iniziativa dell’Ordine Francescano, collegandola con un passaggio in mattoni al complesso conventuale lì vicino. La struttura attuale risale al 1789, quando, dopo essere stata demolita, la chiesa viene ricostruita su progetto di Filippo Castelli, allievo di Juvarra. Oggi possiamo ammirare la facciata barocca che conserva tracce delle decorazioni medievali in cotto. Tra le opere conservate all’interno sono da menzionare i dipinti di Tommaso Juglaris, di Piattini e Barucco, e la scultura in legno della Madonna Immacolata del 1700.

Chiesa del Gesù

La chiesa del Gesù in via Carlo Alberto nasce nel 1619 come Confraternita del SS. Nome di Gesù. Dominata da un’imponente cupola, è affiancata da un campanile realizzato alla fine del 1700. Le due nicchie visibili sulla facciata ospitavano le statue in legno di San Rocco e San Silvestro, adesso custodite all’interno, dove si trovano anche dipinti e opere della metà del 1700. Da menzionare gli affreschi della cupola, che rappresentano le opere di San Rocco, la Resurrezione di Cristo, la Glorificazione della Vergine e la Glorificazione di una Santa. 

La chiesa vive di uno straordinario equilibrio tra architettura e decorazioni che rappresenta una preziosa testimonianza di arte sacra barocca tipica dell’epoca. Risale alla fine del 1800 l’organo realizzato dal celebre organaio Carlo Vegezzi Bossi. Non più destinata al culto dal 1950, la chiesa ospita attualmente concerti e mostre.

Real Collegio Carlo Alberto

Nel 1838, su iniziativa di re Carlo Alberto, viene istituito il Real Collegio lì dove sorgeva il convento francescano fondato nel XIII secolo. Un luogo destinato all’istruzione e all’educazione dei giovani nobili affidato ai padri barnabiti.

L’originale complesso conventuale venne modificato profondamente dall’architetto Pio Taccone per adattarlo a istituto scolastico. Pietro Betta, esponente dell’Art Nouveau, venne invece incaricato di progettare la parte più recente.

L’edificio si integra con il centro della città con una piccola facciata sormontata dalla torre utilizzata come osservatorio metereologico e astronomico voluta da padre Francesco Denza, metereologo e astronomo barnabita al servizio presso il Real Collegio dal 1859 al 1891.

Al proprio interno, il Collegio custodisce preziose collezioni archeologiche, artistiche, naturali, minerali e di strumenti scientifici, oltre a una biblioteca storica con oltre 40.000 volumi.

Dopo la chiusura della scuola alla fine del 1900, il Real Collegio è divenuto sede di una Fondazione finalizzata alla ricerca e all’alta formazione in materie economiche e finanziarie.

Chiesa di Santa Croce

Costruita appena fuori le antiche mura, vicino alla Porta Piacentina abbattuta a inizio 1700, la chiesa di Santa Croce, collegata all’omonima Confraternità fondata dai Cavalieri Gerosolimitani, viene edificata a partire dal 1600.

Situata in una posizione scenografica, la facciata a due ordini risalta tra via Santa Croce e via Real Collegio dirigendosi verso piazza Vittorio Emanuele II.

La pianta interna si presenta con un impianto a navata unica con cappelle laterali, illuminate naturalmente dalla lanterna della cupola. La chiesa custodisce tra le sue mura importanti testimonianze dell’arte piemontese del 1700. Da sottolineare, sia per il valore artistico che per il ruolo nella storia moncalierese, il gruppo ligneo del Cristo caduto sotto il peso della croce, con la Veronica e il soldato, dal peso complessivo di circa 300 chili, che veniva portato in processione dai Confratelli della Croce il Venerdì Santo.

Chiesa di Santa Maria di Testona

La Chiesa di Santa Maria di Testona è un esempio affascinante di sovrapposizione architettonica tra romanico e barocco. Fondata nell’XI secolo dal vescovo Landolfo di Torino, la chiesa serviva la comunità del villaggio di Testona, centro abitato già importante durante le epoche longobarda e romana. Realizzato in stile romanico, l’edificio è stato modificato tra il 1600 e il 1700 con aggiunte in stile barocco che oggi celano parzialmente la struttura originaria. 

La chiesa si presenta con una facciata barocca eretta nel 1734, tre navate, e un’ampia cripta. Caratterizzano l’interno un altare maggiore in legno della prima metà del 1600 e numerose opere d’arte settecentesche, tra cui spiccano le tele di artisti come Vittorio Amedeo Rapous, Giuseppe Paladino, Francesco Amedeo Mayerle, Moncalvo e sua figlia, Orsola Caccia. Un campanile alto 30 metri, decorato con archetti, monofore e bifore, documenta la ricchezza storica e artistica della chiesa che, nel corso dei secoli, ha mantenuto la funzione di fulcro religioso e culturale per la comunità di Testona.

Via San Martino e via Real Collegio

Via San Martino e via Real Collegio sono due strade storiche di Moncalieri che collegano punti significativi della città

Originariamente contrada del Mercato del Grano e poi via dei Cavalieri, via San Martino era il cuore commerciale medievale e rinascimentale del borgo, fiancheggiata da abitazioni con portici sotto cui si svolgevano le attività commerciali. La strada venne trasformata nel 1700 e conserva ancora alcune residenze della nobiltà locale. L’attuale piazza Umberto I, detta anche “piazzetta del burro” per il mercato che ospitava, era un tempo il luogo in cui sorgeva la chiesa del Santo Spirito con il suo convento, abbattuti durante l’occupazione napoleonica.

Via Real Collegio, l’antica via dei Signori, si sviluppava in passato lungo le mura cittadine e divenne sede di edifici nobiliari a seguito della trasformazione del Castello reale in residenza estiva della corte dei Savoia. La strada attuale è ricca di palazzi con affreschi e stucchi originali, e ospita prestigiose istituzioni educative e culturali, oltre al Real Collegio Carlo Alberto. 

Borgo Navile e Porta Navina

L’antico borgo Navile sorgeva appena fuori dalle mura di Moncalieri, vicino al punto di imbarco e attraversamento del Po. Centro fondamentale per il commercio sin dal Medioevo, con il tempo ha subito numerose modifiche. Oggi, piazza Caduti per la Libertà e l’Indipendenza è il più importante snodo del traffico urbano, dominato in posizione elevata da Porta Navina. L’antica porta Mediolanensis costituiva l’accesso di ponente della città. Modificata svariate volte nel corso dei secoli, da metà del 1800 si presenta nella forma attuale con l’aggiunta della loggia a quattro archi. Sulla porta sono visibili una lapide che commemora l’eccidio di Testona del 1228, uno degli eventi che ha portato alla nascita della moderna Moncalieri, e l’altorilievo bronzeo dedicato al Proclama di Moncalieri del 1849.

Poco distante dalla porta, in via Cristoforo Colombo, la chiesa di Sant’Egidio testimonia il rapporto della città con l’Ordine dei Cavalieri Templari. L’impianto originale risale al 1113. Dopo la ricostruzione del 1682, dell’antica struttura rimane visibile solo il campanile.

Ponte dei Cavalieri Templari

Ricostruito più volte in diverse epoche, il ponte dei Cavalieri Templari rappresenta il legame secolare di Moncalieri con il fiume come snodo strategico. La prima datazione del ponte è del 1196, affidato dal Vescovo di Torino all’Ordine dei Cavalieri Templari di Testona per controllare i traffici commerciali della zona. Nel corso del 1300 venne ceduto ai cavalieri gerosolimitani. Due esondazioni del fiume, nel 1425 e 1454, portarono alla prima ricostruzione per collegare le strade provenienti da Genova e Francia. Seguirono altri danni provocati dalle piene e da modifiche dell’alveo del fiume, con conseguenti nuove edificazioni. Nel 1700 il ponte viene allungato fin quasi a raggiungere Porta Navina. A seguito di altri crolli causati dal fiume (da ricordare quello del 31 maggio 1939 in cui persero la vita numerose persone), durante la seconda guerra mondiale si decide di ricostruire l’attraversamento più a sud rispetto alla posizione originaria, portando al ponte a quattro arcate e cinque piloni che ancora oggi collega le due parti della città.

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