Il Castello Reale di Moncalieri

Il Castello di Moncalieri si erge maestosamente a custode della storia e della cultura moncalierese. Edificato nel corso del Medioevo per scopi difensivi, ha subito nel tempo trasformazioni che lo hanno reso una dimora regale di straordinaria bellezza, simbolo dell’eleganza e del potere dei Savoia. Questa magnifica struttura apre una finestra sulla storia attraverso le sue mura, testimoniando gli eventi e le vite delle figure storiche che l’hanno abitata. Amato e valorizzato da figure di spicco della famiglia sabauda, teatro di eventi che si intrecciano alla storia del Paese, oggi il Castello continua a rappresentare un punto di riferimento storico e culturale per Moncalieri e il Piemonte, testimone di un legame tangibile con il passato e centro pulsante del presente della città, aprendo le sue porte per iniziative speciali e visite guidate.

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Storia

La storia del Castello di Moncalieri rappresenta un affascinante viaggio attraverso i secoli che coincide con i cambiamenti politici, culturali e architettonici della città e del Piemonte.

I primi lavori di edificazione risalgono al 1227. In quell’anno, Tommaso III di Savoia, detto Tommasino, decide di far erigere una fortezza a presidio dell’ansa del Po e delle vie commerciali che facevano riferimento a Moncalieri.

Nel corso del XV secolo iniziano le prime campagne di espansione per volontà di Jolanda di Valois, moglie di Amedeo IX di Savoia il Beato. L’edificio assume così l’aspetto di una residenza ducale, ancora in parte riconoscibile grazie alle due torri circolari della facciata.

Nella prima metà del Cinquecento, il Castello e la città di Moncalieri si ritrovano coinvolti con saccheggi e devastazioni nel conflitto tra Spagna e Francia, che invade gli Stati sabaudi. Nel 1559, con il trattato di pace di Cateau-Cambrésis, il Piemonte viene liberato e il maniero torna nel possesso di Casa Savoia. È il duca Carlo Emanuele I, agli inizi del Seicento, che avvia una serie di interventi per ricostruire e ampliare la residenza. Da avamposto difensivo, nel corso dei decenni la struttura diviene gradualmente una dimora di delizie. Sono Cristina di Francia e in seguito Carlo Emanuele II che proseguono nell’opera di trasformazione che porta il Castello ad assumere un importante ruolo quale sede della vita di corte, con feste, ricevimenti e importanti appuntamenti politici.

Da allora il Castello compone insieme alle altre residenze sabaude come la Reggia di Venaria Reale e la Villa Ludovica (poi detta della Regina) la Corona di delizie di Casa Savoia. Proseguono intanto l’ampliamento e arricchimento decorativo e architettonico, con il coinvolgimento di alcuni dei nomi più importanti dell’epoca. L’evoluzione del Castello influenza anche l’immagine di Moncalieri. I dintorni della città perdono la loro vocazione agricola per ospitare le ville della nobiltà piemontese, interessata a gravitare intorno alla corte sabauda.

Gli anni del dominio napoleonico lasciano la loro impronta su Moncalieri. Il Castello viene convertito in un ospedale militare, con una caserma e un carcere, mentre il parco è parzialmente smantellato e venduto. 

Con la Restaurazione, Vittorio Emanuele I ordina importanti opere di recupero e trasformazione che proseguono anche sotto Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II. Il Castello entra nella storia del periodo risorgimentale grazie al Proclama di Moncalieri (1849), tappa fondamentale per la pace con l’Austria.

Durante la Prima guerra mondiale accoglie nuovamente in un ospedale militare. Negli anni successivi viene svuotato di parte dei suoi arredi e ceduto al Demanio di Stato da Vittorio Emanuele III. Nel corso della Seconda guerra mondiale viene occupato dai nazi-fascisti per diventare poi sede di gruppi partigiani e alloggio di sfollati. Nel 1948 passa all’Arma dei Carabinieri, ancora oggi presente con il I Reggimento “Piemonte”.

In epoca recente, una prima serie di importanti interventi di restauro porta all’apertura al pubblico degli appartamenti reali nel 1991. Il 5 aprile 2008 si scatena un incendio che colpisce il torrione sud-est, danneggiando gli appartamenti reali tra cui la Sala del Proclama di Moncalieri. Nel 2017, a seguito di importanti cantieri di restauro, riapre al pubblico il percorso di visita.

La complessità della sua storia, la ricchezza delle sue decorazioni e la bellezza dei suoi spazi fanno del Castello di Moncalieri una meta imprescindibile per chi desidera approfondire la conoscenza della storia piemontese e italiana, immergendosi in un’atmosfera di altri tempi, tra echi di battaglie, intrighi di corte e splendori artistici​​​​.

Architettura

L’architettura e il patrimonio artistico del Castello di Moncalieri si sono evoluti notevolmente nel corso dei secoli, riflettendo i cambiamenti nelle esigenze funzionali, nei gusti artistici e nelle influenze culturali delle diverse epoche. Dalla sua origine come fortezza, il Castello ha subito trasformazioni che lo hanno reso una dei principali luoghi di piacere e svago di Casa Savoia, arricchendosi di opere d’arte e decorazioni di grande valore.

Dopo la sua edificazione come roccaforte nel XIII secolo, il Castello si espande per la prima volta a metà del Quattrocento su iniziativa di Jolanda di Valois, consorte di Amedeo IX il Beato, per divenire una dimora ducale.

Agli inizi del XVII secolo, dopo l’occupazione francese, il duca Carlo Emanuele I incarica l’architetto Carlo di Castellamonte di avviare i primi lavori di ricostruzione per rendere la fortificazione una residenza nobiliare. Lavori che vengono in seguito portati avanti da Andrea Costaguta e Amedeo di Castellamonte, architetti ducali, su indicazione di Vittorio Amedeo I Cristina di Francia prima e Carlo Emanuele II poi. In questo periodo il Castello cresce in dimensioni per divenire sede della vita di corte come dimora di delizie. Assume anche la conformazione architettonica che possiamo ammirare ancora oggi sul modello francese del pavillon système, con quattro torri connesse tra di loro da tre maniche di fabbricati.

Nella metà del Settecento, Carlo Emanuele III incarica Benedetto Alfieri, il primo architetto regio, di alcune opere di restauro e riallestimento degli ambienti interni. Le modifiche proseguono anche sotto Vittorio Amedeo III che assegna a Francesco Martinez, nipote ed erede professionale di Filippo Juvarra, una serie di interventi volti ad aumentare il valore e il prestigio della struttura.

Negli ambienti interni vengono coinvolti alcuni dei più apprezzati artisti dell’epoca, come Vittorio Amedeo Cignaroli, Giuseppe Maria Bonzanigo, Vittorio Amedeo Rapous e la famiglia Antoniani. Le opere riguardano anche gli spazi esterni. L’architetto Michael Benard, al lavoro anche sulla Palazzina di Caccia di Stupinigi, ridisegna i giardini con aiuole, statue. Benard si occupa anche di ridisegnare il parco per renderlo uno dei luoghi centrali delle attività di corte, per feste, passeggiate e battute di caccia.

Negli anni della presenza napoleonica il Castello viene adattato a sede di un ospedale militare, di una caserma e di un carcere, mentre diverse porzioni del parco vengono cedute. È Vittorio Emanuele I a farsi carico, in seguito, della ricostruzione. In questi anni (1822) viene anche ricostruito lo Scalone d’onore a opera di Giuseppe Battista Piacenza e Carlo Randoni. I cantieri proseguono anche sotto Carlo Alberto dal 1831 con il coinvolgimento dell’architetto Ernest Melano.

Durante il regno di Vittorio Emanuele II e della regina Maria Adelaide, Domenico Ferri riprogetta il primo piano per accogliere gli appartamenti reali.

Dopo i rimaneggiamenti del XX secolo e i lavori di restauro a seguito dell’incendio conclusi nel 2017, oggi il Castello si presenta con la sua caratteristica pianta a “C”, eredità del periodo seicentesco, con le torri angolari a padiglione e le lunghe gallerie.

Gli ambienti

Il Castello Reale è dotato di sale di straordinaria bellezza ed eccezionale ricchezza artistica, fondamentale testimonianza dell’importanza storica della residenza.

Scalone d’onore

Lo Scalone d’onore che collega il piano terra con quello nobile viene completato nel 1822 su disegno di Giuseppe Battista Piacenza e Carlo Randoni, con opere scultoree di Giacomo Spalla e gli stucchi di Pietro Cremona.

Sala da pranzo

La Sala da Pranzo dell’Appartamento Reale, conserva ancora le decorazioni originali del soffitto, con trofei di selvaggina che testimoniano la passione di Vittorio Emanuele II per la caccia, e due interessanti sovrapporte opera del pittore Domenico Olivero.

Camera da letto

La Camera da Letto della Regina Maria Adelaide, moglie di Vittorio Emanuele II, viene finemente decorata nella metà dell’Ottocento su progetto di Domenico Ferri e grazie alla maestria dell’ebanista Gabriele Capello. La stanza custodisce uno straordinario vaso settecentesco in porcellana di Meissen della serie boule de neige.

Sala di Ricevimento

La Sala di Ricevimento della Principessa Maria Letizia conserva le decorazioni della volta realizzate per Vittorio Amedeo III negli anni Settanta del Settecento. oltre ad uno straordinario dipinto di Peter Bolkman che restituisce una preziosa testimonianza di Moncalieri nel corso del Seicento.

Cappella Reale

La Cappella Reale viene realizzata nel 1775 da Francesco Martinez per volontà di Vittorio Amedeo III. La pala d’altare raffigurante L’educazione della Vergine, qui inserita nel corso dell’Ottocento, è custodita all’interno di una cornice in legno scolpito e dorato, eccezionale lavoro di minuseria piemontese del Settecento.

Sala del Proclama

La Sala del Proclama fa parte, insieme alla Camera da Letto di Vittorio Emanuele II e al Boudoir della Regina, di quegli ambienti gravemente danneggiati dall’incendio che ha colpito il Castello nel 2008 e che oggi rivivono grazie a un innovativo restauro di tipo evocativo.

Appartamento di Vittorio Emanuele II

L’appartamento, danneggiato durante l’incendio del 2008, contiene il Gabinetto di Toeletta, con l’elegante decorazione con rivestimento in chintz che ricorda una tenda militare. Nel Salotto blu è possibile ammirare la parure da camino composta da un orologio e due candelabri, realizzati da Paul Garnier.

Giardino delle Rose

Il Giardino delle Rose, ai piedi del Castello, nasce come “carrozzera” per l’accesso e deposito delle carrozze. A cavallo tra XIX e XX secolo la principessa Maria Letizia Bonaparte Savoia lo fa convertire in giardino. Oggi è sede di attività pubbliche all’aria aperta.

Parco

Il parco, chiuso al pubblico, si estende per una superficie di centomila metri quadri, inclusi bosco e giardino, con fontane, un laghetto artificiale, la torre del Roccolo e la casa del Vignolante, e conserva intatto il progetto originale del XIX secolo.

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